Tempi, Diaframmi, Iso

I tre parametri basilari delle impostazioni di una fotocamera sono TEMPI, DIAFRAMMI e ISO. Il giusto equilibrio di questi tre valori dà vita ad una immagine efficace. Occorre però fare una premessa fondamentale: dal momento che una fotografia è (o dovrebbe essere) frutto della visione personale della realtà o di una scena da parte del fotografo, queste impostazioni possono essere variate, anche se in maniera apparentemente non corretta, perchè costui possa ottenere la “sua” visione, magari diversa da quella che esiste in effetti. Non sono però d’accordo sulla “trasformazione” con a post-produzione, a me piace creare l’immagine in camera, eventualmente migliorandolo ma senza alterarla.

IL TEMPO DI ESPOSIZIONE

Il tempo di esposizione riguarda il tempo durante il quale la luce entrerà dentro l’obiettivo, quindi anche da questo dipenderà la luminosità dell’immagine scattata. A seconda delle macchine fotografiche, il tempo di posa può variare da 1/8000 di secondo a 30″. Bisogna stare attenti a non farsi ingannare dal numero “apparentemente grande” del denominatore della frazione. Un numero molto grande sotto la frazione corrisponde ad un tempo molto veloce, quindi a pochissima luce che colpirà il sensore della nostra reflex. Al contrario, un tempo di posa di 1/10 di secondo sarà molto lento. Con questo criterio si costruiscono le immagini a lunga esposizione, ad esempio le scie delle auto in città o l’effetto seta dell’acqua, oppure si “congelano” i movimenti degli atleti con un tempo molto veloce.

LUNGA ESPOSIZIONE (TEMPO 10″)

CONGELAMENTO MOVIMENTO (TEMPO 1/1250″)

Mentre l’immagine sopra a destra potrebbe effettivamente corrispondere a ciò che si vede realmente, nell’immagine di sinistra le scie delle auto e le luci dei lampioni vengono “costruiti in camera” adottando appunto un tempo di esposizione abbastanza lungo.

IL DIAFRAMMA

Questo parametro misura l’apertura del foro attraverso il quale passa la luce, durante il tempo di abbiamo parlato sopra. E’ costituito da un insieme di lamelle che si aprono quando avviene il click dello scatto, e si chiudono quando il tempo di posa viene esaurito. Viene indicato da un numero preceduto dalla lettera ed uno slash “f/”. Anche qui non si deve essere ingannati dal numero, in quanto il numero piccolo indica un diaframma molto aperto “f/2” e quindi tanta luce che entra nell’obiettivo. Viceversa un numero grande “f/16” indica un diaframma chiuso e poca luce che raggiunge il sensore. Le due situazioni comportano due immagini molto diverse a livello dello sfondo, chiamata “profondità di campo”: nella prima lo sfondo sarà decisamente sfuocato, mentre nella seconda si avranno parecchi dettagli definiti.

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In genere il diaframma molto aperto si usa nei ritratti, nei quali lo sfondo molto sfuocato permette di concentrare l’attenzione esclusivamente sul soggetto (foto in basso a sinistra). Ma se, sempre in un ritratto, si vuole mostrare in maniera dettagliata anche ciò che sta sullo sfondo, occorre chiudere il diaframma (foto in basso a destra).

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Ma un diaframma chiuso viene in genere utilizzato per i panorami, che richiedono appunto una profondità di campo più accentuata, come si può vedere dalla immagine sottostante della splendida Piazza San Marco a Venezia.

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GLI ISO

Il parametro ISO riguarda la sensibilità del sensore, quello che nelle fotocamere analogiche era la sensibilità della pellicola. Permette di aumentare, entro certi limiti, la luminosità dell’immagine. Come detto in precedenza questo paramentro dovrà essere combinato in maniera equilibrata con gli altri due, tempo e diaframma. Questa opzione ha però anche un lato negativo: quando si va ad aumentare il valore, nell’immagine possono apparire numerosi punti, sia neri che colorati, denominati “rumore digitale”, che assomigliano, per tornare alle fotocamere analogiche, alla famosa “grana”. Il problema è che spesso, a seconda della quantità presente, questo rumore digitale può rovinare la fotografia. Esistono, a dir la verità, dei software abbastanza efficaci per ridurre il rumore, ma, dopo il trattamento, l’immagine può apparire piatta e priva di tridimensionalità. Occorre quindi essere consapevoli di tutto ciò quando si scatta.

Andrea ledda Photography
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